EU Inc., regole comuni per far crescere startup e scale-up in Europa
La proposta della Commissione Europea su EU Inc. segna il primo sviluppo concreto del 28° regime e rilancia il dibattito sulla competitività europea, puntando su costituzione rapida, digitalizzazione e regole comuni per favorire la crescita di startup e scale-up nel mercato unico.
Con la proposta su EU Inc. presentata il 18 marzo, la Commissione traduce in iniziativa legislativa l’idea del “28° regime”, avanzata negli ultimi mesi come risposta alla frammentazione del mercato unico. Il disegno sostenuto da Enrico Letta e rilanciato dal rapporto Draghi prende così una forma normativa: una corsia europea opzionale pensata per startup e scale-up che vogliono nascere e svilupparsi in Europa senza doversi misurare con ventisette ordinamenti nazionali e oltre sessanta forme societarie diverse.
La proposta della Commissione, che l’esecutivo europeo vorrebbe vedere approvata entro la fine del 2026, nasce proprio dalla constatazione che la complessità giuridica e amministrativa continua a rappresentare un freno concreto alla crescita delle imprese innovative in Europa. EU Inc. viene quindi presentata come il primo tassello operativo di una strategia più ampia sulla competitività, che punta a rendere più semplice per imprenditori e imprese ad alto potenziale nascere, crescere e operare nel mercato unico.
A differenza della Societas Europaea, pensata per realtà di maggiori dimensioni, il nuovo schema è rivolto a PMI, startup e scale-up. L’iniziativa, infatti, non introduce soltanto un’ulteriore forma societaria europea, ma mette a disposizione uno strumento pensato per imprese giovani e orientate alla crescita, nonché per quelle imprese che risentono maggiormente della frammentazione normativa tra i 27 Stati membri. Proprio per questo, la proposta della Commissione prevede che una società EU Inc. possa essere costituita entro 48 ore, con un costo massimo di 100 euro, interamente online e senza requisiti minimi di capitale sociale. L’impianto si fonda sull’uso dell’infrastruttura BRIS, su procedure standardizzate e su un’interfaccia europea collegata ai registri nazionali. Le informazioni dovranno essere presentate una sola volta, secondo il principio once-only, evitando che le imprese siano chiamate a ripresentare gli stessi documenti a ogni passaggio amministrativo. Bruxelles punta così a ridurre burocrazia, tempi e ostacoli nella gestione transfrontaliera dell’impresa.
In questa architettura, i registri delle imprese nazionali mantengono un ruolo centrale. La personalità giuridica continua, infatti, ad essere acquistata con l’iscrizione nel registro dello Stato membro in cui si trova la sede legale, mentre ai registri nazionali resta la responsabilità per iscrizione e aggiornamento delle informazioni societarie.
L’ambizione va oltre la semplificazione amministrativa: la proposta della Commissione su EU Inc. punta a collegare il nuovo quadro societario alla necessità di favorire l’accesso ai finanziamenti, attrarre talenti e rendere l’Europa più stimolante per imprenditori e investitori. In altre parole, la Commissione parte dall’idea che in Europa il problema non è far nascere startup, quanto la loro capacità di consolidarsi e avere successo nel lungo periodo. Il diritto societario viene quindi utilizzato come leva per favorirne la scalabilità e ridurre i costi della frammentazione normativa.
Resta però evidente la cautela con cui la Commissione ha definito il perimetro della proposta. EU Inc. non introduce un regime fiscale armonizzato né modifica le norme nazionali in materia di lavoro, previdenza sociale e partecipazione dei lavoratori, che continueranno ad applicarsi integralmente. Anche sul fronte del diritto fallimentare l’intervento resta mirato, prevedendo per le startup innovative EU Inc. procedure semplificate e digitalizzate di insolvenza e liquidazione. Toccherà ora al negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio chiarire fino a che punto gli Stati membri siano aperti verso una forma societaria comune più integrata e se EU Inc. diventerà il primo precedente di una integrazione più incisiva del mercato unico, oppure resterà soprattutto un simbolo di semplificazione.
Fonte: MosaicoEuropa 3/2026
